Forma e volume di oggi
Quanto seno hai, com’è distribuito e quanto volume desideri aggiungere.
Mastoplastica additiva · Guida alla scelta
22 ottobre 2026
Chirurgia estetica · #protesi al seno · #mastoplastica additiva · #dual plane
Non si sceglie una taglia: si sceglie una protesi che stia bene sul tuo torace e sulla tua pelle. Che cosa conta, e come si decide in visita con il chirurgo.

La scelta della protesi
In breve. La protesi del seno non si sceglie da un catalogo né dalla taglia del reggiseno. Il chirurgo parte dalle tue misure, dai tessuti e dalla pelle, e con te decide forma (rotonda o anatomica), volume, profilo (quanto la protesi sporge in avanti), posizione (sopra o sotto il muscolo, o dual plane) e via d’accesso. In visita puoi vedere una simulazione 3D e toccare le protesi.
Due donne con la stessa taglia possono avere torace, pelle e seno molto diversi. Per questo in visita il chirurgo valuta forma e volume del seno, qualità dei tessuti, elasticità della pelle, posizione del solco sotto il seno, larghezza del torace ed eventuali asimmetrie. Da lì nasce l’indicazione su protesi, profilo e piano di posizionamento: nella mastoplastica additiva si progetta su di te, non su un numero.
Le protesi in gel di silicone sono rotonde o anatomiche. Le rotonde hanno la stessa forma in ogni direzione: secondo l’ASPS, la società americana dei chirurghi plastici, tendono a dare un seno più pieno e, proprio perché uguali tutt’intorno, preoccupano meno se ruotano. Le anatomiche sono più piene in basso e più sottili verso l’alto, e possono richiedere un’incisione un po’ più lunga. Nessuna forma è giusta in assoluto: dipende dal seno di partenza e dal risultato che desideri.
Il volume dice quanto è grande la protesi; il profilo quanto sporge in avanti. Un profilo più alto dà più proiezione, uno più basso un seno più disteso. In genere il chirurgo parte dalla larghezza del torace e del seno: la base della protesi deve stare in quelle misure, e la pelle deve poterla coprire bene.
La protesi aumenta il volume ma non solleva un seno sceso. In quel caso si valuta una mastopessi, da sola o con una protesi. Se ti interessa l’approccio mini invasivo, con le sue protesi dedicate, leggi la guida alla mastoplastica Preservé.
In visita
Sono i fattori che il chirurgo valuta prima di indicarti protesi, profilo e piano. Nessuno, da solo, decide tutto.
Quanto seno hai, com’è distribuito e quanto volume desideri aggiungere.
Dice fin dove può arrivare la base della protesi senza uscire dalle tue proporzioni.
Quanti tessuti copriranno la protesi: conta anche per decidere se metterla sopra o sotto il muscolo.
Una pelle tesa e una pelle più rilassata accolgono volumi e profili diversi.
La sua posizione orienta dove poggerà la protesi, ed è una delle possibili vie d’accesso.
Quasi nessuno ha due seni identici: il progetto tiene conto delle differenze fra i due lati.
Il Dott. Fantozzi in video
Un seno naturale, dice il Dott. Luigi Fantozzi, si sente nei movimenti di ogni giorno. Per questo non si parla solo di volume, ma di proporzione, morbidezza e armonia con il corpo.
Non un seno uguale per tutte, ma un seno coerente con la tua figura.
La posizione
La protesi si può mettere in tre piani. Secondo l’ASPS la scelta dipende dal tipo di protesi, dall’aumento desiderato, dal tuo corpo e dall’indicazione del chirurgo.
La protesi sta dietro la ghiandola, sopra il muscolo. Anche la tecnica Preservé prepara lo spazio sopra il muscolo. In genere si valuta quando i tessuti che la coprono sono sufficienti.
La protesi sta sotto il muscolo pettorale, che la copre di più. Si valuta spesso quando i tessuti sopra sono sottili.
La parte alta della protesi sta sotto il muscolo, quella bassa sotto la ghiandola: più copertura in alto, più libertà di forma in basso.
La via d’accesso
Dipende dal tipo di protesi, dall’aumento desiderato, dalla tua anatomia e dalla scelta condivisa con il chirurgo. In ogni caso resta una cicatrice: chiedi in visita dove cadrà nel tuo caso.
La cicatrice sta nella piega sotto il seno. È anche l’accesso della tecnica Preservé.
La cicatrice segue il bordo dell’areola, dove cambia il colore della pelle.
La cicatrice sta nel cavo ascellare, lontano dal seno.
La prima visita
Nel video la nostra Clinic Advisor racconta la visita: il chirurgo analizza la tua situazione completa e definisce con te il risultato, anche con Crisalix, la simulazione 3D. E puoi vedere e toccare le protesi prima di scegliere.
Da tre fotografie nasce il tuo modello 3D, su cui confrontare forme e volumi. È un orientamento, non una promessa: serve a capirsi. L’obiettivo resta un seno armonico, proporzionato e naturale.
Nel tempo
Le protesi non sono per tutta la vita: servono controlli periodici e nel tempo possono andare sostituite, con la sostituzione delle protesi. Rischi e controlli sono riassunti anche dall’ASPS. Tempi indicativi, che variano da persona a persona.
Reggiseno contenitivo giorno e notte per alcune settimane. Gonfiore, tensione e sensibilità del capezzolo alterata sono comuni. Di solito 1–2 settimane di stop dal lavoro.
In genere si tornano a fare pesi e sport intenso, quando il chirurgo lo conferma ai controlli.
La forma si assesta in alcuni mesi: per questo il risultato si giudica allora, non nelle prime settimane.
Servono controlli periodici. Per le protesi in silicone l’FDA statunitense raccomanda una risonanza o un’ecografia a 5–6 anni dall’intervento e poi ogni 2–3 anni; il tuo calendario lo stabilisce il chirurgo.
Seno che si indurisce o fa male, protesi rotta o spostata, desiderio di un volume diverso: si valuta la sostituzione, di solito dalla stessa cicatrice. Dolore, gonfiore improvviso o noduli vanno segnalati al medico.
Domande frequenti
Non c’è una forma giusta per tutte. Le rotonde tendono a dare un seno più pieno; le anatomiche sono più piene in basso e più sottili verso l’alto. Il chirurgo te le propone in base al seno di partenza e al risultato che desideri.
Non dalla taglia del reggiseno. Il chirurgo misura torace e seno, valuta pelle e tessuti e ti propone volume e profilo adatti. Con la simulazione 3D e le protesi in mano vedi le alternative prima di decidere.
Cambia quanto la protesi è coperta. Sopra il muscolo sta dietro la ghiandola; sotto il muscolo è coperta anche dal pettorale. Conta soprattutto lo spessore dei tessuti, insieme al tipo di protesi e all’aumento desiderato.
È una posizione mista: la parte alta della protesi sta sotto il muscolo pettorale, quella bassa sotto la ghiandola. Il chirurgo la propone quando vuole unire la copertura in alto alla forma della parte bassa del seno.
Non c’è una scadenza uguale per tutte, ma le protesi non sono per tutta la vita: servono controlli periodici e nel tempo possono andare sostituite. Di solito si interviene quando c’è un motivo, come una contrattura capsulare, una rottura o uno spostamento, o quando desideri un cambiamento.
In visita sì, come simulazione: con Crisalix, da tre fotografie, nasce un modello 3D su cui confrontare forme e volumi. È un orientamento, non una promessa: il risultato dipende anche dai tessuti e dalla guarigione.
Con Preservé la scelta è più stretta: la tecnica, spiega il Dott. Gianfranco Petrolo, è associata a un solo tipo di protesi, la Motiva Ergonomix 2, posizionata sopra il muscolo. Ne parliamo nell’articolo dedicato alla mastoplastica Preservé.
L’équipe

Roma
Specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva, si è formato a Catanzaro e a Roma Tor Vergata. Si occupa di chirurgia estetica del seno, del viso e del corpo.
Il profilo
Milano
Specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Ha maturato esperienza in strutture italiane e internazionali e si occupa anche di mastoplastica additiva con tecnica Preservé Motiva®.
Il profilo
Roma e Milano
Specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Fa parte dell’équipe MySelf e segue anche il percorso di consulenza per la rinoplastica.
Il profilo
Roma
Specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. In MySelf Clinic fa parte dell’équipe di chirurgia plastica, dedicata alla valutazione e al percorso chirurgico del paziente.
Il profiloPer approfondire

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